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Come fotografare le monete con cani per cataloghi o vendita: trucchi anti-riflesso

Giulio Mantovanidi Giulio Mantovani· 26/08/2026 20:32
Come fotografare le monete con cani per cataloghi o vendita: trucchi anti-riflesso

Vengo da Vicenza, ho passato anni tra prove cinofile con setter inglesi e banchi dei mercatini dove scorrono storie di caccia e monete del Risorgimento. Quando serve fotografare monete con cani per un catalogo o un annuncio, la differenza tra uno scatto che vende e uno che resta online settimane la fa una sola cosa: niente riflessi, rilievi leggibili, colori fedeli. Qui spiego come ci arrivo, con trucchi che chiunque può applicare senza studio fotografico.

Luce morbida, riflessi sotto controllo

Le monete sono specchi. Se usi una luce nuda, vedrai la lampada riflessa sul muso del cane inciso. Io parto sempre da due fonti LED identiche, temperatura 5000 K, con diffusione forte. Un diffusore commerciale va bene, ma anche due fogli di carta da forno davanti alle lampade fanno miracoli.

Pongo la moneta su un cartoncino opaco grigio medio, mai vetro o superfici lucide. Le luci arrivano a circa 45 gradi per lato, un po’ più alte del piano. Se il riflesso insiste, inclino la moneta di pochi gradi: spesso basta per deviare lo specchio fuori dall’asse dell’obiettivo.

Quando il metallo è molto lucido (fondo specchio), uso la cross-polarizzazione: polarizzatore circolare sull’obiettivo e pellicole polarizzanti davanti alle lampade, orientate a 90 gradi tra loro. Così taglio i bagliori e svelo i micro-rilievi del manto o del collare. È la pratica applicata di polarizzazione. Attenzione: i colori possono sembrare più cupi, quindi espongo un pelo in più e regolo in post.

Per far emergere il cane inciso su argento brillante, piazzo due piccoli cartoncini neri ai lati dell’inquadratura: creano riflessi scuri controllati che staccano i rilievi. Se invece la moneta è opaca, uso cartoncini bianchi per riempire le ombre.

Nei casi estremi, l’illuminazione assiale aiuta: un vetro inclinato a 45 gradi sopra la moneta riflette verso il soggetto una luce posta frontalmente, uniformando i riflessi. La uso con parsimonia, perché appiattisce: la abbino a una lucina laterale tenue per ridare volume.

Setup rapido da banco: quello che uso davvero

  • Smartphone recente con modalità macro stabile, oppure mirrorless/DSLR con macro 60‑100 mm.
  • Stativo/copystand o treppiede con braccio orizzontale.
  • Due LED CRI 95+ a 5000 K con diffusori (o carta da forno).
  • Filtro polarizzatore circolare e pellicole polarizzanti per le luci.
  • Cartoncini nero/bianco, guanti in cotone, pennello antistatico, cartoncino grigio 18%.

Procedo così: soffio via la polvere con una pera d’aria, senza strofinare. Posiziono la moneta dritta, con un piccolo spessore sotto per poterla ruotare a scatti finissimi. Metto il treppiede perpendicolare al piano: verticale perfetto riduce deformazioni e facilita l’allineamento tra dritto e rovescio.

Faccio il bilanciamento del bianco sul cartoncino grigio sotto le stesse luci. Se scatto con fotocamera, sto a ISO bassi, f/5.6–f/8, scatto remoto o autoscatto per evitare micro-mosso. Con smartphone, blocco esposizione e fuoco, attivo un supporto fisso e scatto in formato RAW/HEIF se disponibile.

Se il cane inciso ha dettagli fittissimi (pelo, zigrinature), faccio due o tre scatti a fuochi leggermente diversi e li unisco in focus stacking leggero. Non serve software costoso: vanno bene anche soluzioni gratuite, purché sobrie.

Per le inserzioni serie, dopo la foto pulita aggiungo un frame con riferimento di scala: un righello millimetrato fuori fuoco sul bordo o, meglio, un dischetto calibrato. Mai monete di confronto troppo invadenti: rubano attenzione.

Monete con cani: i dettagli che fanno vendere

Chi colleziona soggetti venatori cerca espressione nel cane, leggibilità delle scritte e patina onesta. Io inquadro così: prima uno scatto istituzionale del dritto, poi il rovescio, stessa scala e luce. Terzo scatto sui dettagli: occhi, pelo vicino al muso, eventuali accessori (campanello, collare), data e segno di zecca.

Se il taglio è lavorato o presenta iscrizioni, aggiungo una vista radente con luce radente morbida. Indico sempre l’allineamento (moneta o medaglia): evita contestazioni e fa professionista.

La patina non si tocca. Meglio mostrarla bene: un leggero angolo della moneta rispetto alle luci fa risaltare le iridescenze senza falsarle. Sui bronzi, un riempimento caldo aiuta; sull’argento, evito luci troppo fredde che ingrigiscono.

Un caso reale dal mercatino di Vicenza

Mi è capitato di recente: medaglia venatoria anni Trenta con setter inglese in ferma, bronzo brunito. Un lettore l’aveva fotografata con un ring light: cerchio perfetto stampato sul fianco del cane, rilievi piatti. Abbiamo rifatto lo scatto sul mio banco: due LED diffusi, cartoncini neri stretti ai lati, un filo di cross-polarizzazione per domare i punti lucidi. Ho inclinato la medaglia di tre gradi, giusto per buttare fuori l’ultimo specchio. Il muso è uscito vivo, pelo leggibile, patina calda. Pubblicata in serata, venduta il giorno dopo con richiesta di foto del taglio: luce radente morbida, niente riflessi. Zero sorprese per l’acquirente.

Errori tipici da evitare

  • Luce dura diretta o ring light frontale: stampa riflessi circolari e appiattisce.
  • Fondali lucidi o colorati saturi: contaminano i toni del metallo.
  • Bilanciamento del bianco sballato: l’argento vira al blu, il bronzo al rosso.
  • Sharpening aggressivo e riduzione rumore eccessiva: crea aloni e plastifica i rilievi.
  • Impronte e pulizie improvvisate: la patina non si recupera più.
  • Dritto e rovescio a scale diverse o con luci incoerenti: segno di scarsa cura.

Post-produzione sobria e prova colore

In editing, parto dal bilanciamento del bianco sul grigio scattato. Aggiusto esposizione e contrasto con una curva leggera a S, recupero alte luci sui bagliori residui, micro-contrasto moderato sui rilievi del cane. Tolgo solo polvere volante: i difetti reali restano, altrimenti l’acquirente si sentirà tradito.

Esporto in sRGB, lato lungo 2000–2500 px per gli annunci, 3000+ per i cataloghi. Nomi file coerenti (es. Cane_Setter_Medaglia_1932_Dritto.jpg, ..._Rovescio.jpg). Se devo stampare il catalogo, controllo le stampe sotto luce D50 secondo ISO 3664: evita sorprese cromatiche tra scrivania e tipografia.

Un ultimo accorgimento: per serie omogenee (ad esempio, una collezione di medaglie venatorie), non cambio set a metà. Stesse luci, stessa distanza, stessa inclinazione. La coerenza visiva aumenta fiducia, specialmente online.

Quando serve alzare l’asticella

Sulle monete proof con cani in altorilievo, la cross-polarizzazione completa è quasi obbligatoria. Uso pellicole polarizzanti incrociate sulle due luci e il CPL sull’obiettivo, ruotando finché i riflessi crollano ma i volumi restano. Se perdo tridimensionalità, tolgo un “click” di polarizzazione o inserisco un riflesso controllato con un cartoncino bianco.

Con soggetti micro-incisi (peli finissimi, texture del terreno ai piedi del cane), lo stacking in tre piani dona nitidezza uniforme senza sembrare artificiale. Meglio poco e credibile che troppo e finto.

Infine, per chi scatta con smartphone: app di scatto manuale permettono ISO bassi e blocco tempi. Un mini-copystand da scrivania stabilizza più di mille stabilizzatori digitali.

Fare foto che parlano ai collezionisti vuol dire rispetto del metallo e del soggetto. Cani e monete, due passioni che conosco bene: la tecnica è al servizio della storia che raccontiamo. Se avete dubbi su un pezzo difficile, scrivetemi: tra una gara in pianura e un banco al mercatino, una soluzione pratica la troviamo.

Giulio Mantovani
Giulio Mantovani

Giulio, originario di Vicenza, ha condotto per anni gare cinofile con setter inglesi, collezionando aneddoti sulle tradizioni venatorie. Parallelamente, raccoglie monete del Risorgimento scambiate nei mercatini tra appassionati di memorabilia venatoria e numismatica.