La moneta con segugio più difficile da trovare in Italia: come individuarla e dove cercare

Per chi colleziona monete con il cuore rivolto ai cani da caccia, c’è un pezzo che torna di continuo nei racconti tra tavoli da borsa, gruppi Telegram e vecchie osterie di campagna: una moneta con un segugio, vera icona per chi ama il binomio fra cinofilia venatoria e numismatica. È difficile da intercettare, spesso esaurita quando ancora la notizia inizia a circolare, e vive in quell’area grigia dove gli appassionati incrociano percorsi, gusti e canali di acquisto. Io la inseguo da anni, nelle pause fra le uscite in collina con il mio lagotto romagnolo, incontrando cacciatori che mi raccontano di cani, territori, prove di lavoro e mercatini dell’usato in cui, a volte, il destino si lascia sorprendere.
Cosa intendiamo davvero per “moneta con segugio” in Italia
Nel linguaggio dei collezionisti italiani, “moneta con segugio” può indicare due famiglie di oggetti differenti. La prima è la monetazione ufficiale: emissioni da collezione in euro o in altre denominate legali prodotte dalla Zecca, a tiratura limitata, che celebrano temi nazionali e culturali. La seconda è il mondo dei gettoni, medaglie e tessere private (ad esempio associative o fieristiche) che, pur non avendo corso legale, entrano nelle collezioni per la forte carica iconografica e per il legame con la tradizione venatoria.
Se ci concentriamo sulla moneta in senso stretto, la difficoltà in Italia nasce dal fatto che il cane da caccia compare raramente nella monetazione ufficiale: quando accade, l’emissione è pensata per il pubblico dei numismatici e dei cinofili, con tirature ridotte, distribuzione selettiva e un picco iniziale di domanda. Emissioni di questo tipo sono tipicamente prodotte dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e collocate tramite canali ufficiali e partner autorizzati. A volte i microstati dell’area italiana, molto attivi sul fronte commemorativo, contribuiscono con pezzi a tema canino che, pur non essendo “italiani” in senso stretto, circolano sui medesimi circuiti collezionistici e ne risentono in termini di rarità percepita.
Il pezzo più raro: il profilo della “regina difficile”
Fra gli appassionati si è consolidata l’idea che la “regina difficile” sia una moneta da collezione di tiratura contenuta dedicata al segugio italiano, con finitura di pregio (proof o equivalente) e confezione ufficiale. Il profilo tipico: dritto con elementi identitari (stemma o allegoria nazionale), rovescio con l’effigie di un segugio in movimento, talvolta nel momento del naso a terra o della guida su traccia, bordi finemente rigati e cartoncino o astuccio numerato con certificato.
Più della data in sé, è il mix a farne un obiettivo impegnativo: tema trasversale (cani + Italia), pubblico misto (numismatici e cinofili), prezzo d’uscita competitivo rispetto ai metalli preziosi e una finestra di vendita breve. Le linee guida del settore indicano come le tirature più richieste per soggetti “di nicchia molto amata” si collochino spesso nel perimetro delle poche migliaia di esemplari, con un assorbimento quasi immediato. Il risultato è un mercato secondario vivace, punteggiato da esemplari perfettamente conservati, altri manipolati, e qualche rimanenza sfuggita in canali decentrati.
Come riconoscerla: dai dettagli di conio ai documenti
Il primo passo è verificare la qualità di conio. Le versioni proof presentano un contrasto netto tra campi a specchio e rilievi satinati: il pelo del segugio, le orecchie e il profilo della coda devono apparire “a fuoco”, con spigolo vivo nei passaggi luce/ombra. Le superfici non devono mostrare aloni, righe di pulizia o opacizzazioni anomale.
Controllate poi il bordo: la rigatura deve essere regolare e profonda. Eventuali iscrizioni sul taglio (quando presenti) devono risultare diritte, con caratteri uniformi e senza “sdoppiamenti”. Nella legenda, occhi alle grazie dei caratteri e allo spazio fra lettere: microvariazioni grossolane sono tipiche di coni postumi o prodotti non ufficiali.
Gli elementi di confezione sono cruciali. Astuccio e cartoncino di corredo di norma riportano numero di certificato, caratteristiche tecniche (metallo, titolo, diametro, peso), autore del bozzetto e sigle della zecca. L’assenza di uno o più elementi non è prova certa di falsità, ma incide sulla desiderabilità e merita domande al venditore.
Dove cercarla: canali ufficiali, aste, fiere e strade laterali
- Canali primari: lo shop online della Zecca e i rivenditori autorizzati aprono la vendita con newsletter e finestre ristrette. Attivate alert e siate rapidi: molte emissioni tematiche vanno esaurite in poche ore.
- Aste numismatiche: le case italiane specializzate inseriscono spesso le versioni proof rare in cataloghi di metà stagione. Consultate i lotti fotografati ad alta risoluzione e confrontate stime/realizzi delle ultime tornate.
- Fiere: appuntamenti come Verona Numismatica e mostre mercato di area padano-veneta e toscana hanno banchi dove il tema cinofilo spunta di frequente. Qui contano occhio, pazienza e quella conversazione in più con il commerciante che ha “la scatolina in cassaforte”.
- Mercatini e ambienti venatori: non sottovalutate eventi di settore e raduni di segugisti. Nelle borse scambio delle associazioni talvolta emergono monete, gettoni e medaglie provenienti da lasciti familiari. È il contesto in cui più spesso mi hanno riconosciuta (“Se cerchi cani e monete, parla con la padovana col lagotto…”) e in cui sono sbucate sorprese degne di nota.
- Marketplace online: usateli con criterio. Filtrate per venditori con feedback elevato, chiedete foto macro di dritto, rovescio, bordo e confezione, e verificate le politiche di reso.
Falsi, postumi e “montaggi”: come difendersi
Le monete a tema iconico e tiratura ridotta attraggono inevitabilmente copie e manipolazioni. Alcuni indizi d’allarme: superfici eccessivamente lucide senza contrasto, graffi da lucidatura circolare, microbolle lungo il bordo, peso fuori tolleranza di oltre l’1,5%, cartoncini ristampati con carta non coerente con lo standard Zecca.
Secondo le migliori pratiche del settore e le raccomandazioni europee per i materiali numismatici, una verifica incrociata di peso, diametro e spessore con strumenti affidabili è la base. In caso di metalli nobili, un test non invasivo (XRF presso un operatore qualificato) risolve dubbi sul titolo. Evitate interventi casalinghi aggressivi: puliture e bagni chimici danneggiano irreversibilmente la superficie e distruggono il valore collezionistico.
Valore e dinamiche di mercato: cosa muove il prezzo
Il prezzo sul secondario dipende da quattro fattori: rarità effettiva (tiratura e tasso di assorbimento), condizione (conservazione, integrità della confezione), intensità della domanda trasversale (numismatici + cinofili) e momento del ciclo (subito dopo l’esaurimento i prezzi tendono a salire, poi si stabilizzano quando rientrano sul mercato collezioni strutturate).
I dati di settore indicano che i soggetti “di nicchia con alto coinvolgimento emotivo” generano curve di domanda più resistenti alla flessione. Nel medio periodo, la presenza di esemplari certificati o accompagnati da provenienza chiara (fattura d’acquisto, catalogo d’asta) sostiene quotazioni più stabili. All’opposto, lotti privi di confezione o con tracce di manipolazione tendono ad allinearsi alle fasce inferiori, anche qualora il conio sia identico.
Leggi, etica e buone pratiche: collezionare con consapevolezza
Per le emissioni moderne, gli aspetti legali sono lineari: si comprano e si vendono liberamente, con attenzione alle regole fiscali di base. Diventa più delicato il profilo quando si toccano lotti misti con gettoni o medaglie d’epoca, oppure quando si esportano/importano collezioni contenenti beni più antichi. In Italia la cornice di riferimento è il Codice dei beni culturali e del paesaggio, che disciplina tutela, circolazione e, se necessario, licenze di esportazione per i beni di interesse storico. Pur non applicandosi alle moderne emissioni numismatiche standard, conoscerne principi e prassi evita equivoci e aiuta a trattare correttamente materiali d’archivio o corredi storici trovati insieme alle monete.
Un altro aspetto etico riguarda la trasparenza. Quando acquistate da appassionati del mondo venatorio che cedono pezzi di famiglia, spiegate con chiarezza cosa state comprando, a che prezzo e con quali caratteristiche: una comunità informata alimenta fiducia e fa bene a tutti, collezionisti inclusi.
Conservazione: dall’astuccio al racconto
La conservazione fisica è inseparabile dalla conservazione narrativa. Tecnica: capsule inerti o l’astuccio originale, guanti in cotone, silica gel per l’umidità, lontano da sbalzi termici e luce diretta. Evitate tocchi a mani nude sui campi a specchio e non “ripassate” i rilievi per farli brillare.
Narrativa: annotate la provenienza, il giorno e il luogo di acquisto, il racconto che accompagna il pezzo. Molte monete a tema segugio entrano in collezione passando per mani di cacciatori anziani, fotografie ingiallite, tesserini venatori e prove di lavoro. Valgono anche per quello: per il filo che tengono acceso fra cani, territori e persone. È la parte che salvo nei miei taccuini quando torno dai mercatini di Padova o dalla collina e il mio lagotto sonnecchia, stanco e felice, sul sedile posteriore.
Gettoni e medaglie: cugini scomodi ma irresistibili
Un inciso necessario: molti cercano la “moneta con segugio” e finiscono per scoprire, e collezionare, gettoni e medaglie con cani da traccia, talvolta emessi da associazioni locali o fieristiche nel dopoguerra. Non sono monete, ma hanno un fascino enorme per chi esplora la cultura venatoria e i suoi simboli. I criteri di selezione restano simili: stato di conservazione, incisione leggibile, eventuale firma dell’autore o dell’ente, rarità della variante. Possono raccontare un’Italia rurale fatta di stagioni, boschi, piogge e cene comunitarie dopo la caccia al cinghiale: un patrimonio immateriale che dialoga bene con la numismatica tematica.
Checklist rapida per non sbagliare
- Identificate l’emissione: scheda ufficiale, metallo, finitura, tiratura.
- Richiedete foto macro di dritto, rovescio e bordo; verificate il contrasto dei campi.
- Controllate confezione e certificato, preferibilmente numerato e coerente.
- Pesate e misurate con strumenti affidabili; tolleranze strette per le proof.
- Acquistate su canali trasparenti con reso e documentazione di provenienza.
- Per gettoni/medaglie, non confondete corso legale con oggettistica collezionistica: valutazioni diverse.
Perché proprio lei è così desiderata
Una moneta con un segugio non è solo metallo inciso. È l’istantanea di un patrimonio che vive fra canili, prove su lepre, racconti di campagna e case di città dove i cani dormono sui tappeti accanto a astucci di monete. Dal punto di vista numismatico, ha la forza di un soggetto non scontato, inciso con competenza, con una tiratura che alimenta la caccia (metaforica) del collezionista. Dal punto di vista cinofilo, restituisce dignità e bellezza a una razza che in Italia ha radici profonde e comunità vive. Quando queste due correnti si incontrano, il mercato se ne accorge: e la “regina difficile” sparisce presto dagli scaffali, per riapparire di rado, nelle mani di chi l’ha cercata con metodo e un pizzico di fortuna.
Se vi state mettendo ora sulle sue tracce, il consiglio è uno: preparatevi prima dell’uscita, coltivate relazioni con rivenditori e case d’asta, frequentate le fiere e ascoltate le storie dei cacciatori. Le monete migliori, spesso, arrivano passando per una chiacchiera di più e un cane che scodinzola fra le gambe del banco. È successo a me, può succedere anche a voi.

