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Restaurare vecchie monete con cani: il materiale da usare per non rovinare la patina

Alessia Santinidi Alessia Santini· 18/08/2026 16:25
Restaurare vecchie monete con cani: il materiale da usare per non rovinare la patina

Quando la passione per le monete incontra quella per i cani

Ti dirò un segreto: nel mio rifugio modenese, circondato dai latrati dei miei cani da caccia pensionati, ho sviluppato una passione parallela che mi affascina quanto il benessere dei miei amici a quattro zampe. Parlo della numismatica, in particolare della collezione di monete rare provenienti dalle case regnanti italiane. Mio nonno mi insegnò da bambina a riconoscere il valore nascosto in quelle piccole opere d'arte metalliche, e oggi mi trovo spesso a restaurarle con le mani dello stesso uomo che cura i cani anziani del rifugio. La sfida più grande? Non rovinare la patina durante il processo di pulizia.

Quando inizi a restaurare monete antiche, scopri rapidamente che il nemico principale non è il tempo, ma la pressione che applichi. Funziona come quando devi spazzolare un cane dal mantello delicato: troppe volte con la stessa intensità e rischi di irritare la pelle. Con le monete è ancora più critico perché la patina – quella patina scura e affascinante che racconta secoli di storia – è irrecuperabile una volta persa.

I materiali da evitare assolutamente

In tutti questi anni ho imparato cosa NON usare, soprattutto per sbaglio. I principali nemici sono i materiali abrasivi come la lana d'acciaio, i raschietti in metallo e persino molte spazzole convenzionali. Mi è capitato di incontrare collezionisti che avevano provato con bicarbonato o peggio, con aceto caldo. Risultato? Monete che avevano perso il loro valore storico e commerciale nel giro di pochi minuti.

Anche i detergenti chimici aggressivi sono banditi dal mio tavolo di lavoro. I prodotti contenenti cloro, candeggina o smacchiatori industriali attaccano il metallo in modo irreversibile. È come usare un detergente scabro sulla testa di un cucciolo: il danno è immediato e permanente.

Le spazzole sintetiche comuni? Meglio evitarle. Troppo dure, troppo aggressive sulla superficie metallica. Ho visto rovinare monete del Seicento con spazzole da denti standard. Un errore che costa davvero caro.

I materiali giusti per il restauro delicato

Allora, quali sono i veri alleati del collezionista consapevole? Innanzitutto, il materiale più dolce che esista: spazzole in setola naturale di maiale. Non ridere – è veramente questo che usiamo. La setola naturale è sufficientemente morbida da non graffiare, ma abbastanza rigida da rimuovere delicatamente lo sporco superficiale. Nel mio rifugio non mi trovo male a usare spazzole simili per pulire delicatamente anche i cani con ferite in guarigione.

L'acqua distillata è il tuo miglior amico. Non contiene minerali, non lascia aloni, non corrode. Usala per inumidire leggermente la spazzola prima di passarla sulla moneta. Questa tecnica è talmente sicura che la insegno a chiunque visiti il mio laboratorio, dai principianti ai collezionisti esperti.

Per le monete più delicate, quelle veramente rare, consiglio di usare tamponi in cotone idrofilo. Immergi il tampone in acqua distillata, strizza bene l'eccesso (la moneta non deve stare in ammollo), e passa delicatamente sulla superficie. È un processo lento, paziente, meditativo – proprio come quando massaggi le zampe doloranti di un vecchio cane da caccia.

Se serve una pulizia leggermente più profonda, l'alcol etilico denaturato (quello senza additivi) può fare miracoli. Dilisciolve depositi più ostinati senza intaccare la patina. Una goccia di alcol, un tampone di cotone, e il gioco è fatto. Dopo, risciacqua con acqua distillata per eliminare ogni residuo.

Le tecniche che proteggono la patina

Il segreto vero non è solo il materiale, ma come lo usi. Ti insegno il metodo che ho perfezionato negli anni: movimenti circolari molto leggeri, senza pressione. Immagina di toccare il naso di un cucciolo addormentato – devi essere gentile al punto che il cucciolo non si accorga nemmeno del tuo gesto.

Lavora sempre in una zona ben illuminata e asciuga la moneta immediatamente dopo il lavaggio con un panno in microfibra. Non lasciarla all'aria aperta perché potrebbe ossidare nuovamente. L'ossidazione è il fenomeno chimico che crea quella patina scura: rimuoverla è male, lasciarla formarsi di nuovo è spreco di lavoro.

Per le monete di numismatica particolarmente preziose, consiglio di conservare i materiali di pulizia in contenitori dedicati. Tieni le setole naturali separate da qualsiasi altro attrezzo. Designa spazzole specifiche per monete specifiche. Nel mio rifugio applico lo stesso principio con i cani: ogni cane ha i suoi attrezzi per evitare il trasferimento di infezioni.

Quando rivolgersi a un professionista

C'è un momento in cui ogni collezionista deve saper dire: "Questo supera le mie competenze". Se la moneta è eccezionalmente rara, se la patina è così fragile che temi di pelarla, o se è visibilmente corrosa con depositi cristallini, portala da un restauratore professionista certificato. Non è una sconfitta, è saggezza.

Ho imparato questa lezione anche con i miei cani: ci sono situazioni in cui la competenza veterinaria supera la mia esperienza, per quanto vasta. Meglio un esperto che un danno irreversibile.

Il restauro di monete antiche non è una scienza esatta, è un'arte basata sulla pazienza, sul rispetto per la storia e sulla scelta consapevole dei materiali giusti. Scegli setole naturali, acqua distillata e alcol denaturato. Muoviti con dolcezza. Rispetta la patina. Seguendo questi principi, potrai conservare i tuoi tesori numismatici per generazioni, raccontando loro le stesse storie che il mio nonno raccontò a me.

Alessia Santini
Alessia Santini

Alessia gestisce un rifugio per cani da caccia pensionati nel modenese. Cresciuta in una famiglia di cacciatori, dal nonno apprese anche la passione per le monete rare delle case regnanti italiane, che ora cataloga con zelo e racconta tramite storie insolite agli amici.