Qual è la razza di cane più adottata dai cacciatori italiani? La risposta dagli allevatori

Da Vicenza all’Appennino, passando per la Maremma e il Tavoliere, ho bussato alle porte di allevatori e ho messo gli scarponi per guardare i cani lavorare davvero. Vengo da anni di prove con setter inglesi e da quell’abitudine pratica di chi colleziona monete del Risorgimento: prima di comprare, osservo, confronto, ascolto. La domanda che mi arriva più spesso è semplice: quale razza scelgono oggi i cacciatori italiani? Ho raccolto le risposte sul campo.
Il verdetto degli allevatori: il podio di chi vende e addestra
Ho parlato con allevatori e addestratori in Lombardia, Veneto, Emilia, Toscana, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Non è un sondaggio scientifico, ma il quadro che emerge è ricorrente: per richieste e cucciolate consegnate, il Setter inglese resta in testa, seguito dall’Epagneul Breton e dal Segugio Italiano. Il Kurzhaar (Bracco Tedesco) tiene la posizione, il Bracco Italiano cresce ma resta una scelta di nicchia consapevole.
Gli interlocutori citano tre fattori: disponibilità di linee da lavoro selezionate, facilità di lettura per il cacciatore medio e adattabilità ai terreni più battuti. Anche i numeri di iscrizioni a ENCI negli ultimi anni confermano una quota costante e alta delle razze da ferma, con il Setter stabilmente tra le prime preferenze del comparto venatorio.
Perché il Setter inglese resta in testa
Il motivo è pratico: cerca ampia ma gestibile, naso fine su beccacce e fagiani, indole collaborativa. In pianura si distende, in collina si adatta, nel bosco lavora se ben impostato. La taglia è intermedia, la disponibilità di giovani in addestramento è ampia, e trovare un educatore competente è relativamente facile.
Attenzione però alle linee: non tutti i setter sono uguali. Chiedete esplicitamente linee da lavoro con genitori provati su selvaggina naturale. Non fatevi incantare dall’estetica da expo se poi vi serve un cane che macina ettari e tiene il vento in faccia per ore. Sul campo, un collare beeper o un GPS aiuta, ma non sostituisce un addestramento chiaro su richiamo e consenso.
Le alternative in ascesa e le mappe regionali
L’Epagneul Breton cresce perché nel bosco fitto è una macchina: cerca stretta, collegamento costante, ottima gestione sulle beccacce. In molte zone del Centro-Sud, dove la beccaccia è regina e i roveti non perdonano, è spesso la prima scelta. Il Segugio Italiano domina la caccia alla lepre e, in team selezionati, si fa rispettare anche sul cinghiale. Il Kurzhaar convince chi vuole più struttura e temperamento deciso; il Bracco Italiano è per chi ama stile e testa a prova di pazienza, con terreni ampi e cacciatore metodico.
Alla domanda se esista una razza ideale per tutte le regioni, gli allevatori sono netti: dipende dai selvatici praticati e dal terreno. Montagna e bosco fitto spingono verso cani compatti e collegati; pianura e stoppie larghe favoriscono cerca generosa e grande fondo.
Come scegliere senza farsi prendere dalla moda
Lavoro così quando aiuto un lettore: trasformo gusti e racconti in requisiti concreti. In tre mosse si sbaglia poco.
- Definisci il selvatico principale, il terreno e quante ore a settimana potrai dedicarci. Scrivilo: aiuta a restare lucidi.
- Guarda almeno due uscite di cani adulti della razza che ti interessa, su selvatico reale. Le prove in campo addestramento dicono poco.
- Visita l’allevamento: osserva madre e fratellastri, non solo fotografie. Chiedi pedigree e prove di lavoro registrate su ENCI.
- Pretendi test sanitari della linea (anche semplici: oculopatie, displasie dove rilevanti) e un contratto chiaro su passaggio di proprietà e microchip.
- Prova due giovani diversi, anche di razza differente, prima di versare la caparra. Sentirai istinto e compatibilità sul fischietto.
- Pianifica fin da subito richiamo, consenso e abitudine al colpo. Tre sessioni brevi a settimana valgono più di una lunga alla domenica.
Ricorda che addestramento e prove in zone di ripopolamento e cattura o in aree idonee devono rispettare la Legge 157/1992. Informati presso l’ATC locale per periodi e spazi consentiti.
- Errori tipici da evitare: scegliere solo per estetica; prendere un cucciolo troppo precoce senza vedere i genitori al lavoro; ignorare la salute della linea; sottovalutare vento e tipo di vegetazione; risparmiare su trasportino sicuro e beeper affidabile.
Un caso concreto: beccacce sull’Appennino
Mi è capitato di recente: un lettore di Pistoia, dubbi tra Setter e Breton per caccia alla beccaccia. Ho organizzato due uscite. Primo giorno con un giovane Setter di 18 mesi, linee da lavoro: cerca più ampia del previsto, un paio di ferme belle ma rimesse difficili nel castagneto. Secondo giorno con un Breton di 14 mesi: cerca più stretta, contatto visivo quasi costante, due ferme corte e una ribattuta pulita con consenso naturale.
Lui caccia tre ore al mattino, bosco fitto, pendenze dure. Gli ho detto di fare una scelta funzionale al suo ritmo e al terreno. Ha preso il Breton. Tre settimane dopo mi ha scritto: meno chilometri a vuoto, più controllo nel folto, meno tempo perso a richiamare. Da setterista convinto non mi offendo: la soluzione giusta è quella che ti fa cacciare meglio, non quella che ti fa sognare la domenica sera.
Costi, tempi e piccoli trucchi da campo
Prezzi medi visti in questi mesi: cuccioli selezionati da lavoro tra 900 e 1.500 euro, con picchi maggiori su linee affermate e documentazione sanitaria completa. Tempi di attesa variabili: da pronta consegna a sei mesi, a seconda di cucciolate e richieste. Un giovane avviato può salire oltre, ma ricordate che comprate tempo, non miracoli: senza continuità di uscite, si torna indietro.
Investite in collare beeper regolabile, fischietto che non vi spacchi le orecchie in quota, calzari protettivi per terreni abrasivi e un GPS leggero se cacciate in montagna. Portate sempre acqua e un energetico semplice (miele in bustina va bene) per i rientri lunghi.
Una nota da numismatico: al mercatino, quando valuto una 5 lire del 1861, controllo patina, provenienza e coerenza dei segni. Con i cani è uguale: pedigree, coerenza di carattere nella famiglia, dimostrazioni sul campo. La carta canta, ma è il terreno a dire la verità.
La risposta in una frase
Tirando le somme, la razza oggi più adottata dai cacciatori italiani, per richieste agli allevatori e diffusione reale, è il Setter inglese. Ma la scelta migliore è quella cucita su selvatico, terreno e tempo che puoi dedicare. Siediti con l’allevatore, guarda i cani lavorare, fai due prove e decidi solo dopo: così il prossimo autunno parleranno il vento, il cane e il tuo fischietto.

